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Vision 2000
Il genere nella certificazione di qualità

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LE POLITICHE COMUNITARIE TRA QUALITÀ E PARI OPPORTUNITÀ

La ‘qualità delle imprese/qualità del lavoro’ e le ‘pari opportunità’ sono temi prioritari della Unione Europea, a favore e sostegno della competitività del sistema imprenditoriale.
Citiamo, tra i tanti, solo alcuni momenti significativi che segnano i percorsi e gli impegni presi in questi ambiti.

L’impegno della Unione Europea a sostegno della cultura della qualità data dagli anni ’80.
Dal sito UNI, Sistema Qualità Italia (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) leggiamo: ‘Con la risoluzione del 7 Maggio 1985 conosciuta come "Nuovo Approccio" e con "L'Approccio globale alla Certificazione ed alle Prove" del Dicembre 1989 l'Unione Europea si è proposta di raggiungere due obiettivi:

  • …….
  • aumentare il livello qualitativo delle imprese europee, divulgando la cultura della qualità mediante l'applicazione delle norme UNI EN ISO 9000 per rendere le imprese europee competitive con i grandi mercati internazionali (USA, Giappone, Sud Est Asiatico).

Negli stessi anni inizia l’impegno della UE per le Pari Opportunità: nel 1977 il Fondo Sociale Europeo include nelle sue politiche generali, finanziamenti per la formazione professionale e l’occupazione per le donne. Nel 1989 La riforma dei Fondi Strutturali dispone che tutti gli interventi comunitari di sostegno devono contenere la clausola per cui i programmi proposti dagli Stati Membri siano compatibili con le leggi e politiche della Comunità per quanto riguarda le pari opportunità. Con il trattato di Amsterdam del 1997, la UE introduce la parità delle opportunità tra donne e uomini tra i compiti (art. 2) e le azioni (art. 3) che la Comunità deve svolgere. I nuovi Fondi Strutturali 2000-2006 prevedono, tra le priorità trasversali, le Pari Opportunità ovvero l’implementazione delle strategie di gender mainstreaming in tutti i piani, misure e azioni per favorire il duplice obiettivo: l’eliminazione delle discriminazioni di genere e la promozione delle Pari Opportunità.

Come ultimo documento che evidenzia l’impegno europeo per queste tematiche, citiamo la Comunicazione della Commissione Europea: ‘Employment and social policies: a framework for investing in quality’ (COM 2001 313) adottata nel giugno 2001, in cui sono elencati i dieci elementi che vengono considerati centrali per la qualità del lavoro e tra i quali troviamo parecchi elementi che fanno riferimento diretto o indiretto, al lavoro delle donne. I dieci elementi sono:

  • qualità intrinseca del lavoro
  • competenze, apprendimento tutto l’arco della vita e sviluppo di carriera
  • uguaglianza di genere
  • sicurezza (safety) e salute nell’ambiente di lavoro
  • flessibilità e sicurezza (security)
  • inclusione e accesso al mercato del lavoro
  • organizzazione del lavoro e conciliazione lavoro-vita
  • dialogo sociale e coinvolgimento del/lla lavoratore/trice
  • diversità e non discriminazione
  • performance complessiva del lavoro

Tra i 10 fattori, ben tre sono dedicati alle pari opportunità: l’uguaglianza di genere, la conciliazione, la gestione della diversità e la non discriminazione.

Con questo progetto abbiamo integrate l’ottica di genere all’interno dei sistemi qualità, per il raggiungimento di una vera qualità totale.

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